A Green Logistics Expo gli operatori si aspettano dalle istituzioni europee le prime risposte concrete

Il 2 ottobre scorso la linea ferroviaria delle Valle del Reno, la più importante per i collegamenti merci nord sud tra i Paesi Bassi, la Germania, la Svizzera e l’Italia è stata riaperta al traffico dopo ben sette settimane di interruzione totale a causa del “Disastro di Rastatt”, lo sprofondamento di oltre 50 cm dei binari a causa del crollo di un sottopasso in via di costruzione. Si tratta in assoluto delle più grande crisi mai registrata nel trasporto ferroviario europeo.  Il Corridoio Reno Alpi, infatti vede transitare oltre 200 treni merci al giorno, e copre il 70% dell’intero movimento di merci tra il Nord Europa e l’Italia.  Impossibile spostare tali volumi su strada: ogni settimana sarebbero stati necessari circa 20.000 TIR e relativi autisti in più. Il sistema ferroviario ha mostrato in questo caso grandi limiti: non c’è nessun piano di emergenza per problemi di questo livello, le linee alternative non sono elettrificate e non hanno capacità, come peso assiale, moduli di binari e in generale infrastrutture necessarie.  La deviazione sulle linee francesi è stata frenata dalla necessità di trovare macchinisti che parlassero francese al punto che si è arrivati a affiancare loro in cabina degli interpreti pur di assicurare i treni. Nonostante tutto, i danni sono stati enormi, alle imprese ferroviarie, ai terminalisti, ai trasportatori e ai clienti, ma soprattutto alla credibilità della ferrovia come sistema di trasporto sicuro ed affidabile. Trenta associazioni di settore e tra queste le italiane Anita, Assologistica, Assofer e FerCargo, hanno scritto una lettera aperta dal significativo titolo “Rastatt disaster: let’s learn the lessons!” al Commissario Europeo ai Trasporti Violeta Bulc, ai 28 Ministri dei Trasporti dei Paesi Membri e al Presidente della EU Agency for Railways Josef Doppelbauer in cui analizzano l’accaduto e chiedono una lista di interventi urgenti perché situazioni del genere non accadano più.

Gestione del rischio, con la previsione di itinerari alternativi, gestione delle crisi condivisa con gli operatori coinvolti, coordinamento internazionale sui corridoi, superamento degli ostacoli “nazionali” ad una vera interoperabilità, sono alcune delle richieste più significative. Anche di questo si parlerà estesamente nel corso dei convegni di Green Logistics Expo nel primo giorno di apertura, dedicato proprio al trasporto merci intermodale e ai corridoi europei.  E gli operatori si aspettano che per quella data gli interlocutori istituzionali possano fornire già delle risposte concrete.