Antonello Fontanili Direttore Uniontrasporti e Roberto Crosta Segretario Generale di UR Veneto: lo sviluppo della regione Veneto

Dott. Crosta Uniontrasporti ha recentemente completato la seconda edizione del Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali del Veneto, per conto del sistema camerale veneto. I KPI trasporto e logistica mostrano la regione ai vertici nazionali. Quali sono i fattori vincenti della regione e, secondo lei, potranno confermarsi in futuro?

    La dotazione di infrastrutture, nella sua accezione più ampia, rappresenta un aspetto fondamentale per il rafforzamento e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale, oltre ad essere in grado di agevolare l’attività delle imprese e incidere, allo stesso tempo, sulle scelte di insediamento e sulle convenienze logistiche. I KPI riferiti alle infrastrutture di trasporto e logistica, realizzati dal sistema camerale, rappresentano un utile strumento per completare il quadro conoscitivo del territorio e supportare gli enti di governo nell’individuazione di possibili strategie di intervento.

    Tra i punti di forza della regione vi è innanzitutto una posizione geografica privilegiata, crocevia dei traffici diretti verso i Balcani e verso il Nord Europa a presidio di tre Corridoi della rete centrale europea, Baltico-Adriatico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo, nonché delle Autostrade del Mare. Un’opportunità che il Veneto ha saputo cogliere molto bene e valorizzare nel tempo, grazie a un tessuto imprenditoriale vivace e una rete di infrastrutture e di nodi di trasporto con prestazioni di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale.

    I KPI territoriali confermano il ruolo di primo piano di questa regione, soprattutto nel settore logistico, dove ben 4 territori provinciali ricadono nella top10 nazionale (Padova, Verona, Rovigo, Venezia), ma anche in termini di orientamento verso la doppia transizione, green e digitale.

    Ai punti di forza si aggiunge il fatto che il Veneto è l’unica regione italiana dotata di tutte le modalità di trasporto, da quella stradale, a quelle ferroviaria, aeroportuale, marittima e fluviale e con ancora un potenziale di crescita importante in termini di intermodalità, nella prospettiva di un futuro sempre più proiettato alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

    Il Veneto è la prima regione ad aver istituito una ZLS – Zona Logistica Semplificata (Porto di Venezia-Rodigino), uno strumento che rappresenta una grande opportunità di sviluppo per tutta l’economia regionale, in termini di investimenti, occupazione, export, crescita del traffico portuale.

    Non da ultimo, la capacità di questa regione di fare squadra, attraverso una visione organica e coordinata tra tutti gli attori chiave che operano per la crescita e lo sviluppo regionale, sostenuta fortemente dal sistema camerale veneto in sinergia con l’Ente regionale, è l’elemento più di tutti vincente su cui la regione Veneto potrà e dovrà puntare anche in futuro per consolidare la resilienza che la caratterizza e fornire risposte concrete a imprese e cittadini.

    Dott. Antonello Fontanili Dal vostro Osservatorio privilegiato quali ritiene possano essere, tra le opere prioritarie, quelle che potranno avere i maggiori effetti sul trasporto intermodale e sul settore della logistica?

    Il Libro Bianco redatto dal sistema camerale nasce come strumento di confronto e proposta rispetto alle priorità infrastrutturali individuate dal sistema economico e in sinergia con l’operato della Regione del Veneto. È un documento dinamico e in aggiornamento continuo, rispetto all’evoluzione delle condizioni di contesto, che esprime il contributo del sistema economico alle strategie per lo sviluppo infrastrutturale regionale. Le imprese venete, dopo una serie di consultazioni, hanno individuato una selezione di priorità ritenute più urgenti per migliorare la competitività del sistema economico e colmare il divario di alcuni territori attualmente più penalizzati a livello regionale, quali il Bellunese e il basso Veneto come evidenziano anche i KPI.

    Oltre alla necessità di accelerare il potenziamento delle grandi dorsali di traffico sia stradali che ferroviarie, dei collegamenti a pettine con la Superstrada Pedemontana Veneta, dell’accessibilità ai nodi urbani e di valorizzare al massimo l’opportunità della ZLS Venezia-Rodigino, tra le priorità urgenti vi è quella di investire nell’innovazione tecnologica e nella sostenibilità ambientale, anche attraverso l’utilizzo delle risorse del PNRR, a sostegno di un territorio fortemente vocato alla logistica. Il tessuto produttivo del Veneto, così come quello nazionale, è costituito per la maggioranza da micro e piccole imprese che faticano a riconoscere i benefici della transizione digitale e ambientale anche perché non sono in grado, da sole, di informarsi e/o di sfruttare appieno queste opportunità. Il ruolo delle Camere di commercio è fondamentale per accompagnare le imprese in questo percorso di doppia transizione e sostenere una formazione adeguata e qualificata, anche nel campo della logistica.

    Si può poi certamente individuare un tema centrale, molto caro al sistema camerale, che riguarda l’accessibilità ai mercati del Nord. La rilevanza nazionale delle relazioni economiche con la Germania rende particolarmente urgente la questione del fluido attraversamento del Valico del Brennero, lungo il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Il Valico del Brennero oggi assorbe la quota più consistente dei volumi di merci trasportate attraverso l’intero arco alpino, ma è oggetto di importanti discussioni a livello comunitario a seguito delle limitazioni imposte dal Tirolo sul transito dei veicoli pesanti su cui gravano anche ridotti margini di capacità dell’asse ferroviario che non è in grado di catturare parte del traffico stradale. Questa problematica si inserisce in un tema ancora più ampio legato alla permeabilità dell’intero sistema dei valichi alpini, attraverso cui transita una quota importante degli scambi complessivi dell’Italia con il resto del mondo, via strada o ferrovia.

    Gli episodi più recenti che hanno provocato la chiusura temporanea di alcuni valichi hanno evidenziato la fragilità dell’intero sistema e l’urgenza di intervenire per l’ammodernamento ed efficientamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie, in ottica di complementarità delle due modalità di trasporto e quindi consentire un concreto shift modale.

    Le complicazioni al trasporto delle merci verso Nord non riguardano solo i singoli territori, ma hanno un impatto più ampio sull’intera rete commerciale europea. La capacità di trasferire le merci in modo rapido ed efficiente è vitale per garantire che le catene di approvvigionamento non si interrompano. Questi ostacoli mettono in luce la necessità di investimenti mirati e soluzioni collaborative sul piano infrastrutturale, politico e normativo.

    Dott. Antonello Fontanili Uniontrasporti è da sempre il centro di ricerca del mondo Camerale. Come vedono le Camere di Commercio l’evoluzione attuale del settore della logistica e quali possono essere gli sviluppi futuri più importanti?

    Il settore della logistica in Italia, spesso sottovalutato, rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia. Con 1,2 milioni di occupati, di cui oltre la metà impiegata nel trasporto terrestre, genera un valore di 93 miliardi di euro, equivalente al 5,41% del Pil. Questa componente strategica, pur operando prevalentemente dietro le quinte, ha dimostrato la sua cruciale importanza durante periodi critici come la pandemia.

    Si tratta di un settore costantemente in crescita e in continua evoluzione e le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con concetti come il cambiamento, l’innovazione, la tecnologia e il progresso. Negli ultimi anni, la logistica ha subito un’evoluzione senza precedenti, trainata, in gran parte, dalla crescita esponenziale dell’e-commerce. Questa tendenza ha portato ad una maggiore domanda di servizi di distribuzione e, conseguentemente, a un aumento della richiesta di spazi logistici, che si sono concentrati in grandi aree, spesso ex industriali o dismesse.

    La logistica si candida ad essere uno dei protagonisti della trasformazione economica, abbracciando nuove tecnologie, pratiche sostenibili e un approccio innovativo alle risorse umane.

    Le Camere di commercio promuovono e sostengono, da diversi anni, un progressivo efficientamento del settore della logistica, perché ne riconoscono il ruolo fondamentale per il Paese e per il sistema imprenditoriale. Un maggiore sviluppo delle infrastrutture logistiche crea le condizioni per migliorare il sistema entro cui operano le imprese, che diventano più competitive. Le Camere di commercio hanno assunto questo ruolo di sussidiarietà attiva diversi anni fa, partecipando attivamente alla nascita di diversi nodi logistici, a partire dai 3 principali interporti del Nord Est (Verona, Padova e Bologna).

    Negli ultimi anni, a fronte di una riduzione delle risorse disponibili, il sistema camerale ha modificato il “contributo” da fornire allo sviluppo infrastrutturale. Attraverso la società in house Uniontrasporti, le Camere di commercio studiano il settore, rilevano i principali fenomeni, si confrontano con i diversi attori che compongono la filiera della logistica e producono analisi e report a supporto della pianificazione degli interventi necessari. Gli stessi KPI di sintesi forniscono una visione completa ed immediata di quei territori che necessitano di un efficientamento logistico importante.

    Il sistema camerale non vuole certo sostituirsi agli enti di governo territoriale, regionale o nazionale che pianificano, progettano e finanziano le opere. In quest’ottica i Libri Bianchi sono strumenti che il sistema camerale mette a disposizione di questi Enti per avere un quadro completo delle esigenze dei territori ed in particolare del sistema economico.

    Dott. Antonello Fontanili Recentemente avete presentato una rilevazione Excelsior sulla figura degli autisti professionali, da cui risulta che vi sia un’elevatissima differenza tra domanda e offerta. Anita ha istituito quindi un Osservatorio apposito per incoraggiare l’accesso alla professione. Quali ritiene possano essere le soluzioni per colmare questo gap?

    Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con l’Unione Europea, realizza, a partire dal 1997, insieme alle Camere di commercio, il “Sistema informativo per l’occupazione e la formazione” Excelsior, con l’obiettivo di monitorare e analizzare il mercato del lavoro in Italia, fornendo dati e informazioni sulle dinamiche occupazionali e sulle esigenze delle imprese. Il progetto Excelsior permette, inoltre, di supportare la formazione e l’orientamento, valorizzando i dati raccolti per sviluppare programmi di formazione e orientamento mirati alle esigenze delle imprese e dei lavoratori, e promuovere lo sviluppo economico, attraverso una migliore comprensione delle dinamiche occupazionali, cercando di incoraggiare l’accesso alla professione e la crescita economica.

    In occasione dell’ultima edizione di Transpotec Logitec 2024, ho avuto il piacere di partecipare all’evento Anita che ha lanciato l’Osservatorio Giovani Autotrasporto e Logistica, durante il quale ho presentato alcuni dati relativi al mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel settore del trasporto e della logistica. Questi dati confermano che la figura dell’autista professionale rientra tra le 3 professioni con il maggior numero di entrate programmate di difficile reperimento nel 2023. Anche nella prima metà del 2024, le professionalità più ricercate del settore sono gli autisti per il trasporto merci, con una previsione di oltre 35 mila entrate, poco più della metà del totale richiesto. Le difficoltà di reperimento sono significative (55%) e sono legate più alla mancanza di candidati (quasi 40%) che all’inadeguatezza degli stessi (12,7%)

    In tale contesto, occorre evidenziare come la trasformazione digitale e green in atto nelle imprese stia cambiando velocemente i fabbisogni di figure professionali. Nel futuro immediato la difficoltà a reperire manodopera in alcuni settori è destinata ad allacciarsi ancora più strettamente con la questione delle competenze legate alla transizione verde e digitale. Lo stesso vale anche per il mondo del trasporto e della logistica come dimostra un recente studio condotto da Randstad Research che smonta la narrazione distorta che spesso circonda il settore logistico. Al di là degli stereotipi legati a orari su turni e attività faticose, il campo offre una vasta gamma di opportunità di lavoro. Oltre ai tradizionali addetti di magazzino, si stanno cercando sempre più professionisti altamente qualificati, come convertitori di autostrade intelligenti, ingegneri progettisti di shuttle robotici, fleet manager e progettisti di mezzi di trasporto green.

    Si tratta di prospettive e cambiamenti confermati anche dal quadro delineato dal sistema Excelsior, sul fabbisogno professionale per la mobilità e la logistica nel periodo 2024-2028, che stima una domanda tra 114 mila e 136 mila occupati. L’evoluzione digitale che sta investendo le imprese della logistica e le operazioni collegate determina un cambiamento consistente nella selezione delle risorse. Verranno richieste competenze tecnologiche e gestionali avanzate per il controllo dei processi (logistics manager) e per l’utilizzo dei sistemi informatici (mobile application developer).

    Per soddisfare questa crescente domanda – creata in gran parte dalla cosiddetta “replacement demand” piuttosto che da una “expansion demand” – occorre investire su una comunicazione più efficace in grado di modificare e migliorare l’immagine della professione dell’autista. Una buona campagna di comunicazione, un maggiore sviluppo degli ITS, l’anticipo della patente C a 18 anni rappresentano possibili soluzioni per avvicinare il mondo dei giovani – e non solo – a questa professione che, senza un intervento deciso, rischia realmente di restare senza candidati.