Centro Studi Fedespedi: la nuova situazione dei porti italiani

Grazie allo studio relativo al trasporto marittimo pubblicato dal Centro Studi Fedespedi possiamo avere una panoramica completa sui traffici marittimi che coinvolgono i porti italiani e sull’andamento dei traffici da e per gli stessi.

Una delle principali evidenze emersa dal secondo Report pubblicato dal Centro Studi Fedespedi dedicato agli impatti della crisi di Suez sul settore del trasporto marittimo è la forte riduzione di traffico dei porti dell’adriatico. La stessa sorte però sembra non essere toccata anche agli scali tirrenici che, al contrario, hanno visto una variazione positiva. Per quanto riguarda il traffico container, Genova registra un incremento del 1,15%, La Spezia un +8,9% e Salerno del +5,1% nei primi tre mesi del 2024; mentre al contrario Trieste segna un ribasso di -17,3%, Venezia -12%, Ravenna -15,8%.

L’analisi dei traffici di questi porti italiani va in controtendenza rispetto alla riduzione del livello di commercio estero che ha interessato il nostro paese. Si è vista infatti una leggera crescita verso le esportazioni (+0,6%) e una più marcata contrazione delle importazioni (-10,4%).

Questa crisi evidenzia anche che le compagnie di navigazioni prediligono oggi abbandonare le rotte che coinvolgono il canale di Suez spostandosi verso il Capo di Bona Speranza. L’andamento del mercato e l’instabilità geopolitica influenzano al punto le nuove rotte commerciale che è inevitabile che anche i porti italiani ne restino coinvolti. Il cambio delle rotte impatta a sua volta sui prezzi dei noli marittimi che al momento vedono un aumento del 44% rispetto all’anno precedente, oltre che sulla gestione dei tempi di consegna e sull’organizzazione delle banchine.

I porti, quindi, nella visione di Fedespedi, necessitano di riorganizzazione dei servizi ed occorre un maggior dialogo con le compagnie marittime. Dialogo, confronto e studio sono le basi di Green Logistics Expo, che si pone proprio l’obiettivo non solo di far incontrare domanda e offerta, ma anche e soprattutto, di creare un dibattito strutturato ed efficace tra tutti gli attori della logistica italiana e non, per ottimizzare ed efficientare ogni tassello della supply chain.

Dal Report Fedespedi emerge che la riprogrammazione delle nuove rotte sta avvantaggiando i porti del Mediterraneo più vicini allo stretto di Gibilterra come, ad esempio, quello di Tangeri che registra un +26% e i porti spagnoli che vedono una crescita del 12,1%. La fiera quindi sarà il palcoscenico privilegiato in cui poter affrontare l’argomento e per trovare le strategie migliori per ridurre questa flessione e, al contrario, privilegiare i porti dello stivale.

“I porti italiani evidenziano complessivamente una flessione del 3,2% nel primo trimestre del 2024 su cui pesa, tuttavia, anche l’andamento poco brillante del commercio internazionale nei primi due mesi dell’anno: esportazioni +0,6% e importazioni -10,4%” ha commentato il presidente di Federspedi, Alessandro Pitto “Occorre investire sulla nostra capacità di essere competitivi sul mercato del commercio internazionale, recuperando in questo modo eventuali quote di traffico perse a causa delle mancate toccate delle rotte presso i nostri porti”.

FONTE: https://www.shippingitaly.it/2024/06/10/da-fedespedi-i-numeri-sullimpatto-della-crisi-in-mar-rosso-nel-2024-sui-porti-italiani/