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Ecco i pilastri della “Carta di Padova”, presentata per la prima volta a Green Logistics Intermodal Forum

13 Novembre 2020

Nella prima giornata di Green Logistics Intermodal Forum, giovedì 12 novembre, è stata presentata ufficialmente, nel corso del secondo convegno online in plenaria, la Carta di Padova, nata da un’idea di SOS-LOGistica, Assologistica, Green Logistics Expo e Interporto Padova. La “Carta di Padova” rappresenta un manifesto, a firma delle principali associazioni del settore, che riconoscono l’urgenza di impegnarsi per una logistica sempre più sostenibile: un check-point, una presa d’atto dell’esigenza di lavorare congiuntamente alla definizione di nuovi paradigmi che tengano in considerazione la necessità di muovere merci in maniera più sostenibile ed efficiente.

In tal senso, la Carta di Padova è una presa di posizione del settore che intende impegnarsi, definendo una strategia di medio periodo poggiata su quattro pilastri orizzontali:

  • della formazione ed informazione;
  • dello sviluppo e sostengo all’innovazione e all’ICT;
  • della definizione di elementi e modalità di valutazione comuni e condivisi;
  • della ricerca di nuove risorse e nuove governance

Pilastri che verranno via via supportati da azioni verticali, focalizzate su singole tematiche ed iniziative che a loro volta diventeranno parte del patrimonio informativo nelle disponibilità del gruppo di lavoro della Carta di Padova.

Un gruppo multidisciplinare, aperto alla partecipazione di altri stakeholder che abbiano di che condividere per far crescere sempre più consapevolezza ed importanza del settore; un laboratorio virtuale, aperto ai contributi di tutti, che vuole definire un patrimonio comune di iniziative ed informazioni che contribuiranno a plasmare la logistica di domani. Questo, in sostanza, il significato della Carta di Padova.

Daniele Testi, presidente di SOS-Logistica, racconta così la nascita della Carta che è davvero una svolta culturale nell’approccio alla sostenibilità:  «Ogni cambiamento passa da una svolta culturale,  che si puo immaginare come le fondamenta  di un obiettivo di cambiamento. La Carta di Padova è un meccanismo che tende ad unire, è il risultato di sintesi di un gruppo che ha lavorato in questi mesi e che comunque, e lo sottolineo, è un gruppo aperto, quindi pronto a recepire nuovi pareri; l’obiettivo primario che ha è quello intanto di fare luce sul comparto della logistica di cui spesso si parla ma soltanto in una ottica di costo. Invece attraverso la sostenibilità la logistica deve riacquistare il suo vero concetto di valore.  La Carta di Padova ha avuto una genesi complessa, dovuta anche al periodo che stiamo vivendo, ci siamo incontrati per la prima volta nel maggio del 2019 e fin dall’inizio c’è stato un terreno fertile su cui far nascere una convergenza di idee tra soggetti che occupano vari punti della catena del valore, quindi abbiamo chi oggi chiede servizi di logistica, chi invece li offre  fino al consumatore finale. Tra questi elementi, poi il contributo arriva anche da chi offre infrastrutture e mezzi per la logistica. Di fatto quindi in una prima istanza questo progetto aveva la volontà di sviluppare un linguaggio comune, poi abbiamo capito che dovevamo “atterrare” su obiettivi concreti per dimostrare che il cambio di passo è qualcosa che si può fare e si deve fare. Forse la pandemia da Covid-19, come spesso accade quando le condizioni si fanno più dure, non ha fatto altro che rafforzare questa identità e la volontà di agire concretamente. E’ un primo passo perché da adesso quelle che sono state le priorità e gli impegni messi nero su bianco devono diventare azioni concrete, che in alcuni casi sono già attivate dalle varie associazioni, attraverso il proprio comparto. Ci sforzeremo tutti assieme di alimentare in maniera continua e di comunicare in maniera altrettanto continua le attività, in modo che la Carta di Padova sia una piattaforma  che dimostri da una parte che è aperta a chi vuole entrare  ma soprattutto faccia vedere che gli impegni  presi si sono mantenuti e che poi riusciremo a misurare concretamente gli effetti delle nostre azioni» Hanno sottoscritto la Carta di Padova, Thomas Baumgartner, Presidente Anita, Umberto Ruggerone, Vicepresidente di Assologistica, Alessandro Ferrari, Segretario Generale di Assiterminal, Guido Nicolini, Presidente di Confetra, Armando Boriello, Presidente Giovani di Fedespedi, Francesca Bellinghieri, Federchimica, Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori, Giuseppe Rizzi, Segretario Generale Fercargo, Massimo Marciani, Presidente Freight Leaders Council, Rossana Ravello, Daniele Testi SOS-LOGistica, Fulvio Ananasso, Presidente Stati Generali dell’Innovazione, Paolo Pandolfo, Green Logistics Intermodal Forum, Paolo Starace Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE