Il magazzino: saldo attivo tra consumo e produzione di energia rinnovabile. Non è un’utopia

Nel flusso della rivoluzione digitale e del conseguimento di obiettivi green, il “magazzino”, snodo fondamentale del sistema logistico, è diventato, al pari di altri fattori della supply chain, un osservato speciale da parte della ricerca e della innovazione di prodotto, di processo e di modello. Intelligenza artificiale, automazione, controlli da remoto e molte altre funzionalità sono sotto osservazione.

In chiave green, su di esso ha acceso i propri riflettori l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano che ha sottoposto ad analisi l’efficienza energetica e le emissioni. I risultati dello studio, condotto su un campione di 55 strutture logistiche, sono stati pubblicati dal direttore scientifico Andrea Fossa nel numero di gennaio/febbraio 2019 de “Il giornale della Logistica”, media sponsor di Green Logistics Expo. Si tratta di un primo passo su un tema sul quale “manca ancora una letteratura scientifica adeguata, anche a livello internazionale.”

I risultati, pur in attesa di validazione e pur essendoci ancora molta strada da percorrere, si rivelano molto incoraggianti sia per le prospettive green che per il valore degli immobili per i quali “l’efficienza energetica è diventata distintiva: valorizza l’immobile”.  

“L’utopia del magazzino ‘carbon neutral’ (ovvero che non emette CO2e perché consuma poco, autoproduce o utilizza solo energia rinnovabile) non è tale”, conclude Fossa.

Efficienza ed ecologia del magazzino sarà al centro, sia in termini espositivi che di analisi e confronto, della prossima edizione di Green Logistics Expo nell’area dedicata alla Logistica Industriale – Real Estate.

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