Il sistema combinato cresce, …ma non abbastanza

“Il traffico combinato è un mercato emergente”, lo si legge nel numero 27 del quaderno di Freight Leaders Council dedicato all’intermodalità ferroviaria, ritenuta un’occasione per crescere. Un sistema complesso organizzato in un’unica filiera. “Il settore conta oggi 140 operatori logistici che organizzano tutta o in gran parte l’intera catena logistica (ritiro dal cliente – camion – terminal – treno – terminal – camion – consegna al cliente) includendo, spesso, le operazioni doganali. Un volume di traffico valutato in 192 milioni di tonnellate con un tasso di crescita medio in Europa del 7,7%, un trasporto concorrenziale a partire da 500 chilometri e, nel transito alpino, già a partire da 300 chilometri.

La funzione multimodale rimane imprescindibile, secondo le analisi di Freight Leaders Council, perché il settore dei trasporti possa completare la necessaria riduzione delle emissioni e risolvere, anche, il problema della congestione.

Quindi: infrastrutture, efficienza, un lavoro di ricerca sulle energie, e l’innovazione sugli autocarri e “raggiungere un sistema di logistica urbana a zero emissioni” (Q27 – FLC).

 L’intermodalità è il cuore del progetto di Green Logistics Expo che chiama al confronto l’intera logistica italiana e internazionale per tre giorni di esposizione e confronto. Prossima edizione il 18, 19, 20 marzo 2020 a Padova. Per l’intermodale presenti Porti, interporti, navi, ferrovie, automezzi, infrastrutture, sistemi di governace, ICT. Un Intermodale efficiente e sviluppato serve all’Italia per competere sul mercato europeo e globale e intercettare nuovi flussi di merce.

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