Fedespedi ha presentato, lo scorso anno, il Quaderno “KPI di sostenibilità ambientale”, ci spiega meglio di cosa si tratta e quali sono i risultati raggiunti fino ad ora?
Il progetto KPI di sostenibilità ambientale (e l’omonimo quaderno che ne raccoglie i risultati) è stato sviluppato con l’obiettivo di fornire alle aziende di spedizioni un set di indicatori chiave di performance per misurare e migliorare la loro sostenibilità ambientale. Questi KPI coprono diverse aree, come l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di CO2, l’uso delle risorse e la gestione dei rifiuti.
Fino ad ora, il progetto ha permesso alle aziende partecipanti di ottenere una maggiore consapevolezza dei loro impatti ambientali e di avviare azioni concrete per migliorare le loro pratiche sostenibili. Alcune aziende hanno già riportato una riduzione significativa delle loro emissioni di carbonio e un miglioramento nella gestione delle risorse, dimostrando che l’adozione di questi KPI può tradursi in benefici ambientali e operativi tangibili.
Il progetto è stato promosso da Fedespedi Giovani e realizzato con il contributo del Centro Studi Fedespedi insieme al Green Transition Hub di LIUC – Università Cattaneo. Quanto è importante il contributo dei giovani e la loro formazione nel settore logistico?
Il contributo dei giovani è fondamentale per il futuro del settore logistico. I giovani portano nuove idee, energia e una prospettiva fresca sulle sfide che affrontiamo, in particolare in un periodo di trasformazione come quello attuale. La loro formazione in ambiti come la sostenibilità e l’innovazione tecnologica è cruciale per preparare una nuova generazione di leader che possa guidare il settore verso pratiche più sostenibili ed efficienti.
Attraverso iniziative come il progetto dei KPI di sostenibilità ambientale, Fedespedi Giovani non solo contribuisce attivamente allo sviluppo di soluzioni innovative, ma promuove anche un cambiamento culturale nelle aziende, incoraggiandole a investire nella formazione e nel coinvolgimento dei giovani talenti. Questo approccio aiuta a costruire un settore logistico più resiliente e sostenibile, capace di affrontare le sfide future.
Il progetto si occupa di sostenibilità e impatto ambientale a tutto tondo, dalle attività di magazzino e packaging, al trasporto, alla gestione dell’ufficio e delle relazioni di filiera, ad esempio con i vettori – stradali, marittimi o aerei. Cosa significa quindi oggi avere una catena logistica che può dirsi sostenibile?
Avere una catena logistica sostenibile oggi significa integrare pratiche e tecnologie che minimizzano l’impatto ambientale lungo tutta la filiera. Questo implica ottimizzare le operazioni di magazzino e trasporto per ridurre le emissioni e il consumo di risorse, adottare materiali di imballaggio ecocompatibili e promuovere il riuso e il riciclo. Inoltre, significa anche sviluppare relazioni di filiera che privilegiano fornitori e partner che condividono gli stessi valori di sostenibilità. Una logistica sostenibile non si limita solo all’impatto ambientale, ma abbraccia anche aspetti sociali e di governance, che stiamo approfondendo nell’ambito della nostra collaborazione con il Green Transition Hub dell’Università LIUC. Significa garantire condizioni di lavoro sicure e giuste, promuovere l’innovazione e l’efficienza attraverso l’adozione di tecnologie digitali, e rispettare tutte le normative vigenti. In definitiva, una catena logistica sostenibile crea valore non solo per le aziende, ma anche per la società nel suo complesso, contribuendo a un futuro più verde e responsabile.

