SOS LOGistica è stata la prima associazione in Italia a lavorare per raccogliere e disseminare buone pratiche di logistica sostenibile e partecipa a GLE sin dalla sua prima edizione. Cosa è cambiato nel settore in questi venti anni di attività?
La consapevolezza rispetto alle tematiche di sostenibilità è molto aumentata. Il settore logistica inizia a comprendere l’opportunità rispetto a nuovi modelli e organizzazioni che si centrano sulla condivisione del valore per abbattere i rischi e creare competitività sul medio lungo periodo. Come ogni cambiamento, ci sono accelerazioni e rallentamenti. La tecnologia sicuramente aumenterà le opportunità per soluzioni a minor impatto ambientale ma il lavoro più grande riguarda il cambio culturale delle organizzazioni, che non può essere conseguenza di normative o obblighi di reportistica. Insomma, la strada da percorrere è ancora lunga e notiamo una differenza sostanziale sul grado di maturità in altri paesi europei. L’Italia deve sicuramente aumentare la velocità di trasformazione, però è ancora in tempo, se comincia ora.
Il convegno che state organizzando per l’edizione GLE del 2024 si intitola Green o Greenwashing: il valore della credibilità. Che testimonianza porterete?
A GLE avremo anche dei workshop all’interno del villaggio della logistica sostenibile grazie agli interventi di numerosi soci. Parleremo di energia con Comunità Energetiche. Di qualified home delivery con Energo. Sempre in tema di transizione energetica, Integra (Gruppo Laghezza), interverra’ sulla logistica delle rinnovabili.
Lo studio Margiotta e IS Consulting condivideranno le novità in tema di appalti, così come si parlerà di innovazione nel trasporto elettrificato con Four sustainable logistics e Multitrax. Avremo infine interventi sui modelli e percorsi di trasformazione sostenibile per le aziende di logistica e trasporti con la boutique di consulenza Piano 23, nuove formule per l’associazione del rischio con Thames Marine&Logistics Insurance Agency,mentre l’Interporto di Livorno condividerà le novità legate al truck village. Tornando, invece, al convegno del 9 ottobre alle 15, abbiamo invitato illustri relatori per mettere a confronto la ricerca di credibilità nelle catene di fornitura logistica con gli enti che tale credibilità aiutano a garantire. Dopo un inquadramento da parte di SOSistica e SDA Bocconi, interverranno Barilla, Riso Scotti, Ferrero, Bureau Veritas, BSI e Forvis Mazars Group. Abbiamo anche invitato Federconsumatori, per portare il punto di vista del beneficiario finale di tale credibilità, ovvero il consumatore finale.
Sostenibilità e intermodalità: quali sono le strategie che gli operatori oggi possono utilizzare per ottimizzare gli aspetti economici e quelli ambientali nel settore del trasporto merci? Un settore in costante evoluzione che però sembra sempre vincolato a strade congestionate o a inefficienze organizzative e infrastrutturali; come l’intermodalità può contribuire al processo di crescita sostenibile.
L’Intermodalità rappresenta per eccellenza la soluzione di trasporto più sostenibile per le medie lunghe distanze. Se parliamo di ferrovia, spesso dimentichiamo che è una soluzione elettrificata che può garantire alta capacità di trasporto e basse emissioni. Se abbinata ad un ultimo miglio con mezzi alimentati con bio LNG, Hvo o elettrici vuol dire tagliare del 90 per cento le emissioni e garantire una qualità di servizio per gli autisti molto superiore. Anche l’abbinamento con il trasporto marittimo rappresenta per l’Italia una grande opportunità, anche se le emissioni delle navi sono ancora da ottimizzare, non essendo disponibile una tecnologia definitiva a basso impatto. L’elettrificazione (cold ironing) risolve le emissioni durante le operazioni in porto evitando l’uso dei generatori diesel per i servizi ma non e’ ancora disponibile per sostituire il bunker necessario per le medie e lunghe distanze. Il mercato guarda comunque con attenzione alla possibilità di muovere più merce sulla ferrovia, ma scontiamo ancora un ritardo sull’efficienza delle infrastrutture soprattutto sulle operazioni di manovra ferroviaria di ultimo miglio (shunting) spesso economicamente insostenibili e con livelli di affidabilità ancora spesso da costruire. La competitività di un trasporto ferroviario si gioca soprattutto sulle fasi di manovra e terminalizzazione. Mancano impianti moderni e affidabili anche nei porti e quindi auspichiamo che il piano di sviluppo di RFI arrivi velocemente a compimento.
Il ruolo della digitalizzazione. Strumenti, rete, innovazione, intelligenza artificiale: in questa nuova era di sviluppo come possiamo sfruttare al meglio le nuove tecnologie e potenziare un settore che, a tratti, resta ancora tanto ancorato al passato? In particolare, quali potrebbero essere gli strumenti di breve, medio e lungo periodo per uno sviluppo digitale della logistica non solo aziendale ma anche a livello di sistema Paese?
SOSLOGistica e’ stata tra le prime organizzazioni a inserire nel proprio protocollo una attenzione particolare al tema dell’innovazione aperta e di sistema come elemento fondamentale nel percorso di trasformazione sostenibile e miglioramento delle proprie performance. La tecnologia è ancora percepita come uno strumento disponibile solo per i grandi operatori e dobbiamo registrare una grandissima distanza tra chi innova (startup ) e chi potrebbe beneficiare di tali soluzioni. Anche qui spesso è un problema di cultura aziendale ed apertura a valutare nuovi fornitori uscendo dal modus operandi. Più facile quando si parla di investimenti hardware (mezzi) meno quando invece si tratta di modificare processi chiaramente inefficienti come spesso vediamo con dati gestiti manualmente e digitati innumerevoli volte per essere trattati da sistemi che non si parlano. L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo fondamentale ma probabilmente su tecnologie e processi che non vediamo. Basta salire su un aereo o una nuova metropolitana o ancora su un mezzo elettrico per capire che tale tecnologia è già disponibile per ottimizzare sistemi di guida, di navigazione, di frenaggio etc. E quello che sta cambiando e’ la possibilità di interagire e usare linguaggi umani per utilizzare tali tecnologie, usando interfacce utente conversazionali o semplici. Questa trasformazione non esclude nessuno e sarà necessario per il settore dotarsi di nuove competenze e quindi, questo non facile, diventare più attrattivo verso i giovani che saranno i protagonisti di questa rivoluzione.
La rete. Collaborazione e cooperazione possono essere leve incredibili per crescere e migliorarsi, anche se a volte, tra gli operatori, c’è un innato istinto di protezione che ci spinge a chiuderci. Come la condivisione del Know-how può aiutare? L’esperienza in SOS LOGistica in questi anni è stata positiva? Può raccontarci qualche Best Practices?
SOSLOGistica è nata come ecosistema. Chiediamo ai soci che sperimentano nuove tecnologie e processi di mettere a disposizione il know how ad altri soci che potrebbero beneficiare di questa esperienza. Non e’ sempre facile, ma nei nostri convegni abbiamo sempre messo attenzione ai segnali deboli per anticipare trend e nuove opportunità. È successo molti anni fa con il tema del gas naturale liquefatto e sulle sfide per creare infrastrutture di ricarica. Abbiamo seguito partner come LC3 e Maganetti che per primi hanno compreso l’importanza di diventare produttori dei propri carburanti e non solo semplici utilizzatori. Sta avvenendo lo stesso con il tema del camion elettrico per le medie e lunghe distanze dove vediamo operatori che stanno sperimentando e quindi imparando a come gestire al meglio questa evoluzione che ha ancora dei limiti di sostenibilità economica importanti. Interessante vedere in questo caso come cambiano anche i modelli di vendita per questi servizi con operatori come Four sustainable logistics che diventano architetti di rete per i propri partner andando a proporre nuovi modelli di consegna che integrano volumi, flussi e necessità di tempistiche diverse tra soggetti committenti multipli. L’idea di piazzare un mezzo elettrico ad un cliente con i costi di acquisto attuali vuol dire spostare sul committente tutto il rischio del nuovo investimento ed il mercato non è ancora pronto anche se ha bisogno di ridurre le emissioni per effetto di normative più stringenti ed una domanda finale più attenta alla reputazione che sta dietro ai prodotti di consumo.
Potremmo citare molti altri esempi nel settore delle operazioni portuali, ad esempio, per velocizzare processi di carico e scarico e quindi poter vendere servizi con rese ottimali ma minor velocità di navigazione, come fa ad esempio il gruppo Grendi grazie al sistema delle cassette su cui prepara il carico unitizzato con grande anticipo.
Insomma, ogni socio SOS LOGistica condivide una filosofia di base ovvero credere che sia possibile sviluppare soluzioni di logistica più sostenibili senza compromettere la propria competitività economica. Inquinare di meno o essere socialmente più responsabili non vuol dire lavorare in perdita. Le aziende che riescono a mettere la sostenibilità nell’ambito delle proprie scelte strategiche lo dimostrano con risultati di crescita superiore rispetto a coloro che ritengono queste tematiche una moda passeggere o ancora peggio un processo da trattare con superficialità con azioni di facciata.
Siamo confidenti che gli imprenditori italiani ricadano nella maggior parte dei casi nella prima categoria. SOS LOGistica è da vent’anni parte di questa trasformazione. Continueremo al fianco dei nostri soci e di tutti coloro che lo decideranno ad impegnarci per aiutare il settore ad evolvere verso un futuro più sostenibile e responsabile.
Se le dicessi “una donna che ha colorato di rosa la logistica”? Ci parli di Cecilia Battistello, una donna in un mondo di uomini.
Più che parlare di una sola donna a cui credo sarebbe giusto affiancare nel ricordo tutte le altre che hanno ottenuto importanti successi nel settore, sarebbe il caso di parlare delle difficoltà che ancora si registrano per creare ambienti di lavoro inclusivi. La tecnologia inizia ad aiutare come per esempio accade con i mezzi elettrici che, pochi lo dicono, hanno caratteristiche di guidabilità adatte sempre di più ad entrambi i generi. Avremmo sempre più bisogno di personale in grado di gestire programmi e software di pianificazione e controllo che richiedono capacità di multitasking. Condizioni che ho visto in prima persona riguardare soprattutto le donne (entrare in una control room di un terminal a Singapore per vedere con i propri occhi). Insomma, l’esempio di grandi manager come Cecilia Battistello sono fondamentali per tracciare una strada che ha ancora molti ostacoli davanti. Da uomo e da padre di due figlie più che parlare mi sento di dover agire per eliminare ogni possibile pregiudizio di genere in questo settore.

