INTERVISTA A MARIA TERESA ORLANDO – tecnologo CNR e Responsabile Comunicazione del Consorzio RFX

Uno dei pilastri della fiera Green Logistics Expo è la Sostenibilità. Mai come oggi questo tema è così tanto protagonista del nostro quotidiano personale e lavorativo. A tal proposito parliamo del Consorzio RFX, fondato nel 1996 a Padova per promuovere la cooperazione tra centri di ricerca, aziende ed industrie nello sviluppo di soluzioni tecnologiche nell’ambito della ricerca scientifica per la fusione termonucleare controllata.

Ci può descrivere molto brevemente di cosa si tratta? Ritiene che si potrà parlare, in un futuro prossimo, di energia Sostenibile illimitata? E quale possibile applicazione al settore dei trasporti potrà avere?

La fusione nucleare è un processo che genera energia. Avviene naturalmente nelle stelle e nel sole dove, per le particolari condizioni date dalla forza di gravità degli astri, due nuclei di atomi leggeri si si fondono facilmente in nuclei più pesanti. In questo processo rilasciano significative quantità di energia che, irradiata, consente la vita sulla terra.

Un fenomeno così potente ed efficiente che scienziati di tutto il mondo, Italia compresa, stanno da tempo tentando di riprodurre, per rifare sulla terra ciò che avviene nel sole e dare così risposta all’urgenza che attanaglia l’umanità: produrre energia elettrica in modo sostenibile e in grandi quantità. La sfida scientifica e tecnologica per rendere l’energia da fusione una fonte economicamente sostenibile è però molto complessa perché le condizioni in gioco vanno oltre ciò che è noto e sperimentato. La comunità scientifica mondiale ha perciò deciso di affrontare la sfida assieme unendo competenze e ingenti risorse finanziarie e di personale. L’Italia gioca un ruolo di primo piano in questa impresa, e in particolare a Padova è operativo uno dei centri di eccellenza nella ricerca sulla fusione. Dal 1996, è sede del Consorzio RFX sostenuto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA, INFN, dall’Università di Padova e da Acciaierie Venete Spa. Qui circa 200 persone, tra ricercatori, tecnici e personale di ricerca, lavorano per investigare i fenomeni alla base del comportamento del plasma, il gas ionizzato generato nei reattori a fusione, e per mettere a punto il sistema di iniezione di particelle neutre che accelerate ad alta energia e lanciate all’interno del futuro reattore a fusione, ITER, consentiranno di arrivare alle temperature necessarie perché avvengano le reazioni di fusione, parliamo di circa 150 milioni di gradi. Un compito importante che la comunità scientifica internazionale ha affidato proprio all’Italia.

Ma tornando al tema iniziale, la fusione rappresenterà certamente una soluzione alla sostenibilità nel settore dei trasporti, in quanto fonte di energia sostenibile per la produzione di elettricità su vasta scala. Nei prossimi decenni, con l’avvento di reattori a fusione sarà possibile alimentare intere città e supportare infrastrutture critiche inclusi i trasporti, contribuendo a creare un mondo in cui energia e sostenibilità vanno di pari passo. La fusione non è ancora una tecnologia disponibile e la sua commercializzazione richiederà decenni per essere implementata, ma rappresenta una componente fondamentale di una strategia energetica a lungo termine.

Il vostro è un settore particolare e inusuale per il settore dei trasporti. Quanto è fondamentale oggi promuovere l’innovazione industriale del nostro Paese? Ritiene che si stia facendo abbastanza?

Nel nostro settore, ricerca e innovazione sono cruciali per trasformare la promessa della fusione in realtà. A fianco allo sforzo scientifico, la capacità di affrontare le sfide tecnologiche determina la possibilità di successo. Investire in infrastrutture di ricerca non solo stimola la crescita economica e crea posti di lavoro, ma apre la strada a soluzioni energetiche che potrebbero cambiare il mondo in un’epoca storica in cui la sostenibilità è una priorità globale.

L’Italia, con il suo ricco tessuto di piccole e medie imprese, sa competere a livello internazionale, come ha dimostrato per la realizzazione dei componenti di ITER, il reattore a fusione sperimentale in costruzione in Francia nell’ambito di una collaborazione mondiale: qui ha fatto la parte da leone nell’assegnazione delle commesse in gara.

Si sta facendo molto nell’ambito dell’innovazione, soprattutto in questi ultimi anni, con accordi ministeriali legati al PNRR che creano opportunità e sinergie significative tra il mondo della ricerca e dell’industria che hanno come effetto occasioni di alta innovazione industriale.

Europa e l’internalizzazione in generale sono tasselli importantissimi per lo sviluppo della vostra realtà, ma quanto è importante il sostegno della Regione Veneto?

La ricerca sulla fusione nucleare è una sfida scientifica e tecnologica di estrema complessità che non può essere affrontata da un singolo ente o nazione. L’internazionalizzazione, in questo contesto, non è solo un approccio di apertura, ma una necessità assoluta. La complessità della sfida richiede competenze, risorse e know-how che trascendono i confini nazionali, che hanno reso le collaborazioni mondiali una tradizione consolidata nello sviluppo della ricerca sulla fusione.

In questo contesto, il sostegno della Regione Veneto va visto come un elemento di fondamentale importanza. Innanzitutto, contribuisce a consolidare il ruolo di primo piano che l’Italia, e in particolare Padova, gioca in questa impresa internazionale. Il supporto regionale facilita la partecipazione a progetti globali e rafforza anche la capacità locale di attrarre talenti e investimenti, creando un ecosistema favorevole all’innovazione.  

Tra le altre cose, utilizzando il Fondo europeo di sviluppo regionale la Regione Veneto ha finanziato il progetto MIAIVO di collaborazione tra il Consorzio RFX e un gruppo di aziende meccaniche del Distretto Meccanica dell’Alto Vicentino, che ha permesso di innovare, modificandola significativamente, la macchina RFX-mod2 di sperimentazione sulla fusione.

Il contributo della Regione Veneto rappresenta un tassello importante per il successo di una sfida che coinvolge e avvantaggia tutta l’umanità.