INTERVISTA A MASSIMO MARCIANI – FOUNDER & CHAIRMAN FIT CONSULTING & FREIGHT LEADERS COUNCIL

Dalla sua posizione di Presidente del Freight Leaders Council, come ritiene si potrà evolvere il settore dell’intermodalità e degli interporti alla luce dell’evoluzione della normativa europea (nuovo regolamento TEN-T, Direttiva trasporto combinato, Direttiva Pesi massimi ammessi)

Penso che il settore dell’intermodalità e degli interporti abbia un futuro molto promettente, specialmente considerando l’evoluzione della normativa europea come il nuovo regolamento TEN-T e la Direttiva sul trasporto combinato. Queste iniziative offrono opportunità significative per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci in Europa.

Il nuovo regolamento TEN-T, ad esempio, mira a potenziare le reti transeuropee dei trasporti, promuovendo una maggiore interoperabilità e connettività tra i diversi modi di trasporto. Questo incoraggerà lo sviluppo di interporti e la creazione di corridoi multimodali più efficienti e integrati.

La Direttiva sul trasporto combinato è fondamentale per incentivare l’uso di modalità di trasporto più sostenibili, come il trasporto ferroviario e marittimo, riducendo così l’impatto ambientale del trasporto merci su lunghe distanze. Gli interporti possono svolgere un ruolo chiave nel facilitare lo scambio agevole tra diverse modalità di trasporto e promuovere l’adozione del trasporto combinato.

Per quanto concerne la Direttiva sui pesi massimi ammessi, riteniamo che il suo utilizzo debba essere focalizzato su un trasporto puntuale fra infrastrutture multimodali laddove la connessione ferroviaria non sia realizzabile – ad esempio fra il porto di Salerno e l’interporto di Nola. Su queste basi può favorire l’efficientamento del trasporto su strada, consentendo un migliore utilizzo delle capacità dei veicoli e riducendo il numero di viaggi necessari per trasportare le merci nei punti di scambio modale.

In estrema sintesi, credo che l’evoluzione della normativa europea possa offrire un quadro favorevole per lo sviluppo dell’intermodalità e degli interporti, promuovendo soluzioni di trasporto più efficienti, sostenibili e integrate ma questo solo a condizione che il proprietario della merce, il Committente, adotti in pieno i criteri ESG e quelli legati al calcolo dell’impronta carbonica identificata come Scope 3.

Innovazione e sostenibilità sono da sempre due parole chiave dell’attività del FLC. Quali sono le novità più rilevanti in merito che le aziende di logistica stanno portando avanti?

Senza dubbio l’intero comparto sta affrontando, non senza preoccupazioni, un ampio e diffuso processo di transizione energetica e trasformazione digitale. In questo scenario i temi dell’innovazione e della sostenibilità sono al centro dell’attività che svolge ogni giorno il FLC per i propri associati puntando i fari sulle numerose buone pratiche nazionali ed internazionali che si stanno affermando in entrambi i campi.

Per quanto riguarda l’innovazione, le aziende di logistica stanno adottando sempre più tecnologie avanzate per ottimizzare le loro operazioni. Ad esempio, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico consente di analizzare grandi quantità di dati per migliorare la pianificazione dei trasporti, l’allocazione delle risorse e la gestione delle flotte in tempo reale. Inoltre, la digitalizzazione dei processi logistici, tramite l’uso di piattaforme online e sistemi di tracciamento avanzati, sta migliorando l’efficienza e la trasparenza lungo l’intera catena di approvvigionamento.

Sul fronte della sostenibilità, le aziende di logistica stanno adottando misure concrete per ridurre l’impatto ambientale delle loro attività. Questo include l’introduzione di veicoli a basse emissioni o alimentati da energie rinnovabili, l’ottimizzazione delle rotte per ridurre i chilometri percorsi e le emissioni di CO2, nonché l’implementazione di pratiche di imballaggio eco-sostenibili e il ricorso a soluzioni di riciclo e riutilizzo dei materiali.

Inoltre, molte aziende stanno investendo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e processi che consentano di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi in termini di sostenibilità ambientale. Ciò include, ad esempio, l’esplorazione di nuove fonti di energia per il trasporto merci, come il trasporto ferroviario utilizzando il vettore energetico dell’idrogeno o, nel settore marittimo, l’elettrificazione delle infrastrutture portuali.

Le aziende associate FLC stanno affrontando sfide complesse ma anche stimolanti, puntando sull’innovazione e sulla sostenibilità per garantire una crescita responsabile e duratura del settore. Ed in questa sfida per offrire alle nuove generazioni un mondo migliore hanno l’Associazione al loro fianco.

La city logistics in Italia non trova piede. Concorda con questa affermazione e perché? Quali possono essere gli strumenti per rilanciarla?

Questa mi pare una affermazione molto severa. Se da un lato sono d’accordo sul fatto che la city logistics in Italia possa ancora essere considerata relativamente meno apprezzata rispetto ad altri paesi europei, dall’altro l’obbligatorietà dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile per i Comuni al di sopra dei 100mila abitanti e al loro interno la redazione dei Piani Urbani della Logistica Sostenibile stanno sempre più portando – ameno sulla carta – l’attenzione verso una pianificazione integrata merci/persone. Di fatto poi la realizzazione di servizi che durano nel tempo, come la buona pratica di Cityporto che proprio quest’anno festeggerà i suoi 20 anni, è resa complessa da diversi fattori, tra cui la complessità delle infrastrutture urbane italiane, la densità del traffico nelle città e la frammentazione delle attività di trasporto e distribuzione.

Ma non sfuggo alla sua sollecitazione su come rilanciare la city logistics in Italia. Potrebbe essere interessante adottare una serie di strumenti e strategie mirate quali: schemi efficienti di collaborazione fra gli stakeholder (enti pubblici, operatori logistici, destinatari, committenti e terze parti interessate a sviluppare soluzioni integrate e sostenibili per la logistica urbana), adottare un approccio integrato alla pianificazione urbana (integrare la logistica urbana nella pianificazione urbana generale), promuovere l’adozione di tecnologie innovative (come sistemi di gestione dei trasporti intelligenti, veicoli autonomi e droni terrestri). A completamento possiamo anche indicare azioni trasversali che fungono da acceleratori dei processi come l’introduzione di incentivi finanziari per incoraggiare l’adozione di soluzioni sostenibili (come veicoli a basse emissioni, sistemi di consegna elettrici o la condivisione degli asset) e soprattutto sensibilizzare le aziende e i cittadini sull’importanza della city logistics e promuovere la formazione e l’aggiornamento degli operatori del settore e dei loro clienti. Il tutto magari all’interno di un approccio integrato a livello nazionale che coinvolga diverse parti interessate e che sia supportato da politiche pubbliche mirate e investimenti strategici.

L’ultimo quaderno del FLC è stato dedicato all’intermodalità. Quali sono stati a suo parere i messaggi più rilevanti in esso contenuti?

Il Quaderno 31 offre uno sguardo innovativo sull’intermodalità e sulla multimodalità, con un focus sul concetto di seamless freight transport system che coinvolge tutte le componenti dell’ecosistema logistico. Questo approccio diventa sempre più cruciale data l’accelerazione di tendenze come la transizione energetica, lo sviluppo dell’eCommerce e lo shortage di capacità operativa, che hanno ridefinito i criteri di valutazione nel settore.

Infatti, il fenomeno dello shortage di capacità di fatto ha portato molte aziende ad allontanarsi da una logica basata unicamente sul rapporto costo/servizio, a sperimentare l’utilizzo di più modalità di trasporto e di nuove soluzioni organizzative e/o tecnologiche/digitali finalizzate ad aumentare la sincronizzazione fra le differenti modalità. È, questo, un segnale assolutamente positivo per lo sviluppo di un sistema di logistica sostenibile.

L’affidabilità e la resilienza hanno preso il posto del semplice tempo nei KPI dei contratti di trasporto, mentre l’impatto ambientale e l’uso di vettori energetici rinnovabili guidano le decisioni nei tender, favorendo l’intermodalità e la multimodalità. L’integrazione verticale degli spedizionieri è un altro aspetto chiave, con sempre più operatori che offrono soluzioni end-to-end per la catena di approvvigionamento globale. Le soluzioni multimodali offrono vantaggi significativi in termini di efficienza ed economicità, ma richiedono una progettazione attenta e l’uso di strumenti informatici avanzati, inclusa l’Intelligenza Artificiale, per gestire la complessità e soddisfare le esigenze dei vari stakeholder.

Green Logistics Expo, e le altre fiere di settore, sono un momento di fondamentale importanza per il dibattito e il confronto; cosa ne pensa in merito?

Partecipare a fiere di settore come la Green Logistics Expo è di fondamentale importanza per il dibattito e il confronto nel campo della logistica sostenibile. Questi eventi offrono un’opportunità unica per le aziende, gli esperti e gli operatori del settore di condividere le ultime innovazioni, le migliori pratiche e le sfide emergenti. Il confronto diretto e lo scambio di conoscenze e di esperienze possono stimolare la collaborazione, ispirare nuove idee e favorire lo sviluppo di soluzioni più efficienti e sostenibili.

Come FLC crediamo molto nella contaminazione fra i diversi attori della catena del valore della supply chain; infatti, nella nostra associazione troviamo gestori di infrastrutture, imprese di trasporto su gomma e ferroviario, banche, aziende di servizi di IT del settore, committenti. Tutti insieme per trovare soluzioni win-win di logistica sostenibile e per contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi della Unione Europea, prima fra tutti quello legato al Fit for 55.

Inoltre, una fiera di settore autorevole come GLE offre un’occasione preziosa per individuare le tendenze emergenti, scoprire nuovi partner commerciali e stabilire contatti strategici che possono portare a partnership e sinergie nel lungo termine. In definitiva, partecipare a queste iniziative è importante per rimanere al passo con l’evoluzione del settore e per contribuire attivamente al progresso della logistica verde.