Intervista a Matteo Tosi – Country Managing Director di KUENZ

Innovazione e digitalizzazione sono colonne portanti di tutta la filiera di movimentazione delle merci. Tanto è stato fatto, ma tanto è ancora da fare. Dal vostro punto di vista quanto è importante lo sviluppo tecnologico nella supply chain?

    Innovazione e digitalizzazione… si, in effetti parole molto abusate… si adattano ad ogni tipo di settore e se ne parla in continuazione. Caliamoci nella supply chain dove le sfide sono concentrate nella transizione ecologica e nella decongestione delle vie di trasporto. Cosa si può innovare? Praticamente tutto, non c’è limite all’innovazione e alla creatività, non mi sento di escludere che un domani si possano movimentare le merci con mezzi molto più efficienti, silenziosi, automatici, volanti, ecc. Mentre per la digitalizzazione il limite risiede nel campo di applicazione. Quindi lo sviluppo tecnologico, che di natura tende a migliorare i processi, è la via da percorrere e dove concentrare gli investimenti.

    Kunz e la sostenibilità: quanto questo aspetto è importante per voi e quali sono le strategie adottate per la sua tutela?

    Da oltre 4 anni KUENZ ha istituito la figura del ‘susteinability manager’ in azienda. L’obiettivo della figura sta nel quantificare ed analizzare l’impatto ambientale dei singoli processi aziendali relativi alla progettazione, costruzione, trasporto e messa in servizio delle nostre gru, coinvolgendo ovviamente anche i nostri fornitori. Il risultato si è rivelato sorprendente, siamo riusciti ad ottimizzare i processi e abbiamo scoperto che alcune attività in apparenza banali comportavano un importante impatto ambientale. Come conseguenza abbiamo messo in routine di verifica il miglioramento dell’impatto ambientale di ogni attività e processo. Per dare un’idea dell’importanza della figura, il ‘susteinablity manager’ riporta direttamente al CEO.

    La dotazione di equipment nei terminal italiani è cresciuta grazie al recente bando MIT su fondi PNRR. Ritiene che ci sia ancora bisogno di investimenti nel settore?

    Diciamo che in questo caso non si è mai sazi abbastanza! Fatto salvo per alcuni abusi, ritengo che il bando del MIT abbia sensibilmente migliorato il parco macchine esistente, collegandolo ad una digitalizzazione più spinta. I costruttori di equipment hanno registrato annate d’oro con vendite e marginalità da record. Ci si aspetta un periodo più calmo adesso. Ulteriori incentivi sugli equipment potrebbero avere un effetto boomerang quando, prima o dopo, finiranno. Ora tocca al risparmio energetico ed alla transizione ecologica. Visto l’andamento delle tecnologie, i nostri porti avranno bisogno di un enorme incremento dell’energia disponibile, sia per i macchinari sempre più elettrici, sia per alimentare le navi attraccate.