Il Polo Logistica può essere considerato, con tutte le aziende del gruppo, il principale player italiano, con obiettivi di leadership europea, nel settore del trasporto merci ed intermodale. Quali sono a suo parere le principali criticità del settore e quali potrebbero essere le possibili soluzioni?
In un momento in cui abbiamo assistito a profonde trasformazioni e turbolenze a causa di eventi come la Brexit, la pandemia, la guerra in Ucraina, il conflitto Israele-Gaza, gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e la fragilità delle infrastrutture di trasporto, è necessario rafforzare l’efficienza, la competitività e la resilienza degli attori coinvolti nella catena della logistica.
In questo contesto è fondamentale sottolineare la strategicità dell’Italia, con la sua posizione al centro del Mediterraneo e connessa alle principali infrastrutture e corridoi europei che garantiscono al Paese un ruolo essenziale nel mercato della logistica internazionale, rendendolo fortemente attrattivo.
Il piano industriale del Polo Logistica del Gruppo FS è la risposta concreta con il quale stiamo affrontando queste sfide, rafforzando il network delle partnership di valore e sviluppando progetti infrastrutturali che permetteranno di collegare asset strategici con porti, interporti e terminali multimodali.
Come Polo Logistica del Gruppo FS stiamo lavorando al cosiddetto “cantiere della logistica”, un mix di azioni strategiche necessarie per essere pronti a sfruttare le opportunità date dalle nuove infrastrutture appena saranno rese disponibili.
Questo permetterà di incrementare i volumi delle merci trasportate in treno grazie a connessioni sempre più efficaci dei nostri porti e dei nostri terminal alla rete nazionale e ai corridoi ferroviari europei, consolidando l’integrazione dei sistemi di trasporto mare-ferro-gomma e fornendo un’alternativa competitiva al trasporto su strada anche sull’asse Italia-Nord Europa. I porti come Gioia Tauro, Genova e Trieste continueranno a ricoprire un ruolo importantissimo e per questo sarà fondamentale il loro sviluppo infrastrutturale per favorire l’integrazione mare-gomma-ferro, che può fare del trasporto ferroviario il vettore di trasporto delle merci nelle lunghe distanze, lasciando al trasporto stradale il cosiddetto primo e ultimo miglio.
Polo Logistica e sostenibilità. Quali sono, secondo Lei, le azioni che gli operatori possono e devono portare avanti oggi?
Il settore dei trasporti e della logistica deve affrontare sfide complesse e raggiungere traguardi ambiziosi sia a livello nazionale che europeo, uno tra tutti la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti del 90% entro il 2050.
Come Polo Logistica del Gruppo FS intendiamo dare una spinta importante al modal shift ed aumentare significativamente la percentuale di merci trasportata dai treni, dato oggi fermo all’11%. Lavoriamo ogni giorno per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione Europea, promuovendo una rete di trasporto intermodale per consegnare le merci in modo più sostenibile.
Per aumentare questa quota, il Polo Logistica si propone come operatore di sistema puntando a espandere il network in Italia e all’estero attraverso partnership e collaborazioni al fine di diventare il player europeo della logistica integrata, compreso il raccordo con il primo e ultimo miglio e la gestione dei terminali e delle piattaforme logistiche per consentire una piena intermodalità mare-gomma-ferro.
Intermodalità che diventa la parola chiave necessaria per lo sviluppo dell’intero comparto della logistica e più in particolare per fare del trasporto ferroviario il vettore di trasporto delle merci nelle lunghe distanze (dai 300 km in su), lasciando alla modalità stradale il cosiddetto primo e ultimo miglio. Anche perché ogni camion tolto da strade e autostrade significa tonnellate di CO2 in meno nell’atmosfera.
Il ruolo della terminalizzazione e dell’ultimo miglio in particolare è fondamentale per il successo del trasporto intermodale. Qual è il punto di vista del Polo in merito?
Il nostro piano industriale prevede un investimento di 3 miliardi, dedicati al rinnovo della flotta, al potenziamento di terminal esistenti e alla creazione di nuovi e alla digitalizzazione.
La realizzazione di nuovi terminal ferroviari intermodali merci, tecnologicamente avanzati e a basso impatto sull’ambiente, svolgeranno un ruolo fondamentale per l’integrazione tra le varie modalità di trasporto.
L’ingresso nel Polo Logistica di Terminali Italia, società che si occupa della gestione di 14 terminal merci intermodali in tutta Italia, consentirà una maggiore sinergia ferro-gomma grazie alla gestione integrata dei servizi terminalistici di ultimo miglio.
La digitalizzazione della filiera del trasporto ferroviario delle merci è sicuramente un aspetto chiave per il suo sviluppo. Quali sono i vostri progetti in merito?
Innovazione e digitalizzazione sono tra i fattori abilitanti del nostro piano industriale. Siamo costantemente impegnati nell’adozione di tecnologie all’avanguardia per ridurre significativamente l’impatto ambientale delle operazioni logistiche, garantendo allo stesso tempo un servizio di alta qualità. Il nostro piano industriale prevede investimenti dedicati alla digitalizzazione, anche grazie a progetti innovativi.
Lei ha citato il progetto Smart Train, soluzioni on-board che raccolgono milioni di dati durante la marcia del treno abilitando così l’automazione di diversi processi, ma abbiamo in pista tanti altri progetti innovativi.
Per esempio, siamo i primi in Italia a supportare il sistema digitale DAC, Digital Automatic Coupling, che consente un importante upgrade tecnologico dei carri per la gestione dei treni merci.
Una sperimentazione europea che viaggia in parallelo con gli investimenti in corso che, come Gruppo FS, stiamo facendo per contribuire all’evoluzione della Logistica globale. Il DAC deve diventare un impegno prioritario per tutto il settore, supportato dalle istituzioni italiane ed europee, perché eleva ulteriormente i livelli di sicurezza e si pone come uno dei fattori abilitanti per il rilancio qualitativo della mobilità delle merci in ottica multimodale. I nostri clienti chiedono alti standard qualitativi che posso essere raggiunti attraverso l’innovazione delle piattaforme digitali di dialogo, dell’asset rotabili, dei terminal e dei processi operativi e commerciali.

