Ne abbiamo parlato con Paolo Guidi presidente di Assologistica, la principale associazione di categoria che rappresenta le imprese della logistica in conto terzi.
“L’Italia ha un vantaggio geografico unico, essendo al centro delle principali rotte internazionali Asia, Stati Uniti, Mediterraneo ed Europa Continentale, spiega Paolo Guidi – tuttavia questo potenziale non è ancora totalmente valorizzato. Oggi in realtà oltre l’80% del commercio mondiale viaggia via mare ed una quota rilevante attraversa anche il Mediterraneo, però come Italia intercettiamo meno traffico di quello che potremmo. La nostra visione è trasformare l’Italia da Paese limitato alla gestione dei propri flussi commerciali a vera piattaforma logistica integrata di riferimento per tutto il Mediterraneo. Questo significa forzare i nostri collegamenti tra porti e retroterra, aumentare la quota di trasporto ferroviario che oggi è attorno al 10-12% contro il 18-20 dei principali partner europei e sviluppare poli logistici-intermodali efficienti. Il PNRR ha avviato investimenti importanti ma serve continuità strategica per consolidare questi risultati.
La logistica è il classico campo d’azione dove si vince facendo squadra: bisogna favorire una collaborazione più stretta fra chi gestisce operativamente i flussi della supply chain, il mondo del real estate logistico e lo stesso mondo della manifattura. Per Paolo Guidi questo è un aspetto molto importante: “Oggi la logistica è veramente una parte integrante del prodotto e non più un semplice costo accessorio – prosegue il presidente di Assologitica – serve quindi un approccio di filiera, in Italia esiste ancora una certa frammentazione tra quelle che sono le attività degli operatori logistici, sviluppatori immobiliari e industria. Dobbiamo in realtà passare ad una logica di coprogettazione, sviluppando infrastrutture logistiche vicino ai poli produttivi, integrare meglio anche la gestione dei dati lungo tutta la catena del valore, perché oggi la parte digitale è veramente importante, condividendo maggiormente gli standard operativi. In altri paesi europei, in realtà questa integrazione è già avvenuta ed è diventata un fattore competitivo, con un ammodernamento infrastrutturale più rapido rispetto a noi. Anche in Italia possiamo assolutamente fare un salto di qualità attraverso piattaforme comuni e parternariati pubblico privato. Questo vuol dire anche rivedere sul territorio alcuni assetti già esistenti e sfruttarli nel miglior modo possibile.
Inevitabile parlare della rivoluzione tecnologica spinta dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale per il futuro della logistica.
“La rivoluzione tecnologica è davanti agli occhi di tutti, è in atto e sta trasformando profondamente tutti i settori. – commenta Paolo Guidi– Oggi nella filiera logistica si stanno implementando sistemi avanzati con maggior automazione, intelligenza artificiale che comincia ad entrare nei processi, anche per fare previsione della domanda e strumenti quindi di ottimizzazione dei flussi in tempo reale. Questo porterà sempre di più a un vantaggio competitivo con un aumento dell’efficienza, con riduzioni sensibili ed in alcuni casi importanti dei costi operativi, in tutte le filiere, e con un impatto particolare nella filiera logistica. Questo porta a cambiare le competenze, alle persone che entreranno nel nostro settore serviranno competenze nuove diverse e la logistica diventerà sempre più un ambito ad alta intensità tecnologica; per i giovani questo settore sarà sempre più attrattivo. Logicamente dobbiamo investire in formazione. Noi come Assologistica da un lato addestriamo la forza lavoro dei nostri associati, attraverso un percorso che noi chiamiamo Assologistica Cultura e Formazione, dall’altra parte stiamo lavorando con le Università e gli ITS per creare percorsi più aderenti alle esigenze delle imprese del futuro.
Infine un riflessione sul tema dell’energia e della transizione energetica sui quali il presidente Guidi ha le idee molto chiare: “L’aspetto energetico è fondamentale e la competitività passa anche attraverso questo aspetto per la filiera logistica. Le imprese stanno investendo in sostenibilità, un’elettrificazione di varie parti dei processi logistici è in corso, abbiamo dei costi che possono essere molto elevati e nel dialogo con le istituzioni non riusciamo a dare il giusto valore a quella che è la redditività della filiera logistica: in Italia ad esempio abbiamo una costo dell’energia che è superiore a quello della media europea, e in particolare siamo penalizzati nella catena del freddo che sappiamo essere molto energivora sia nella parte produttiva che in quella logistica dei magazzini. Quest’ultima però è sprovvista di sussidi. Come associazione noi guardiamo a tre cose: noi vogliamo avere una stabilità normativa, con dei sussidi/incentivi chiave per la transizione ecologica, interventi strutturali sul costo dell’energia, ed in questo quadro riteniamo che sia necessario affrontare il tema del mix energetico, dobbiamo in modo pragmatico lavorare su questo fronte, in modo non ideologico, valutare tutte le tecnologie disponibili, incluse quelle di nuova generazione come il nucleare, che in altri Paesi europei oggi sta facendo la differenza”.
