LE VIE DEI PORTI DEL SUD EUROPA SONO PIU’ “VERDI”

Lo dice Silvio Ferrando, Responsabile Marketing Ports of Genoa

Il Porto di Genova è il primo Porto italiano. Sulle ragioni del suo successo, sulle politiche infrastrutturali e organizzative, sulle performance e sulle strategie di sviluppo ne parliamo con Silvio Ferrando, Responsabile Marketing Ports of Genoa che, dopo la positiva missione alla Fiera di Shenzen e a Guangzhou (Canton per gli occidentali) sarà presente a Green Logistics Expo per proporre al mercato la propria proposta.

Partiamo da qui. Quali saranno i temi chiave della vostra presenza a Padova?

“Abbiamo una proposta logistica integrata con Interporto Padova. La Cinaci dice Ferrando – è stata la prima esperienza comune, molto positiva, ma, visto anche il gradimento del mercato, pensiamo di fare “outing” e presentare la nostra proposta logistica sul mercato proprio a Padova.

La fiera Green Logistics Expo ci offre una opportunità ideale. Non solo naturalmente per la efficacia della proposta logistica integrata, ma anche perché è la più ecocompatibile fra tutte le opzioni di trasporto tra l’area del Nord Est italiano ed i mercati d’oltremare, siano esso Asia, Middle East o Americhe.

Un recente studio della Unione Europea quantifica in un minimo del 30% e sino ad un massimo del 50% il risparmio di CO2 ed NOx rilasciato dal “freight”, dalle merci che invece di circumnavigare l’Europa dall’ Asia e sbarcare in un porto del Nord Europa, optano per Genova o La Spezia. Le differenze dipendono dall’origine e destinazione in Europa del carico, ma lo studio certifica che le soluzioni via porti del Sud Europa sono più “verdi”, eco compatibili. Se a questi risultati si aggiunge che la distanza tra Padova e Genova viene coperta via treno e cioè la modalità più “sostenibile” oggi disponibile, abbiamo una soluzione complessiva che è esempio di eccellenza mondiale di eco compatibilità.

E’ un valore che va promosso, nel quadro di una logistica che tende a soluzioni neutrali di “carbon footprint”.

Stiamo anche analizzando come “certificare” la compatibilità delle nostre soluzioni logistiche e presentarci in una fiera che fa della Eco compatibilità la sua ragion d’ essere ci pare logico e naturale. Arrivederci a Padova quindi, ancora insieme ad Interporto di Padova, al servizio della competitività del Veneto.”

Quali sono, in sintesi, le ragioni del successo del Porto di Genova?

“Le ragioni del successo dei porti di Genova – ci dice Silvio Ferrando, -, che chiudono l’anno con oltre 70 milioni di Tonnellate movimentate, sono ascrivibili al miglioramento costante sia sul versante della connettività marittima che della relazione con la catchment area come infrastrutture e servizi di trasporto inland.”

Oggi i porti di Genova sono collegati direttamente con oltre 450 porti in 6 continenti, ed arriviamo ad oltre mille con un solo scalo intermedio. I volumi di carico sono ben bilanciati tra import ed export, ed anche le origini e destinazioni dei carichi mantengono un grado di apertura geografica notevole, sebbene con una leggera prevalenza dell’Asia per l’import.

Dal 2019 siamo ufficialmente inclusi nella lista UNCTAD dei primi 10 porti al mondo per connettività marittima. Il che è davvero un buon risultato.

D’ altra parte è vero che la connettività marittima ha voluto dire dover riempire le grandi navi che oggi scalano Genova, navi che richiedono sempre più estesi ambiti di raccolta dei traffici e che ricercano dunque grandi economie di scala, anche nei servizi di collegamento con la catchment area. Su questo punto stiamo davvero investendo molto, sia nella fase logistica strettamente portuale – da fondo stiva a cancello – che nelle infrastrutture di collegamento con il mercato vere e proprie, soprattutto quelle ferroviarie.

Abbiamo varato un piano di investimenti in nuove dighe, banchine, ultimo miglio ferroviario e nuovi gates di accesso ai bacini portuali per oltre 1,1 miliardi di Euro che si sommano agli oltre 3,5 delle infrastrutture come il terzo valico ferroviario e le opere ulteriori di riassetto ferroviario complessivo sugli assi verso il nord Italia, Svizzera e Germania del Sud.

Il nuovo tunnel verso Milano, parte fondamentale di una linea senza pendenze sino in Svizzera, che dunque consentirà treni più lunghi (750m) e pesanti (sino a 2000 MT) senza doppia trazione, sta rispettando i tempi di costruzione e sarà pronto nella seconda metà del 2023.

Non mi dimentico degli investimenti in infrastrutture immateriali, in particolare nella digitalizzazione documentale e nella rivisitazione delle procedure ai fini di un deciso snellimento e precisione del trattamento dati e dei controlli. Oggi i porti di Genova sono interamente digitali, sfruttando appieno anche i vantaggi che nuove procedure doganali hanno definito, soprattutto il “pre-clearing” (pre-sdoganamento) mentre la nave è ancora in avvicinamento all’ accosto.

Non voglio negare che, a fronte del buon recupero di efficienza dei cicli e della altrettanto seria riduzione degli errori nei dati sensibili, alcune forme di coordinamento tra diverse agenzie dello Stato delegate ai controlli restano ancora oggettivamente complesse, ed approcci “one stop shop” per le fasi di verifica sulle merci restano largamente disattesi. Confidiamo che la recente adozione di forme di Intelligenza Artificiale nel Port Community System permetterà una migliore programmazione logistica anche nella complessa fase camionistica e renderà l’obiettivo della confluenza operativa su sistemi informatici – pubblici e privati – pienamente dialoganti ed interoperati più vicino nel tempo.”

Quali sono le strategie del porto per radicarsi con il proprio “sistema inland” in termini di efficienza e sostenibilità?

“L’ imperativo per il mercato attuale, soprattutto nel container, è ampliare l’area geografica di cattura dei traffici. Per Genova e Savona, che oggi chiuderanno l’anno 2019 a 2,8 milioni di TEUS complessivi movimentati, si tratta di ottimizzare e rendere più fluido il rapporto con la Lombardia come grande e primario cliente del porto, e lavorare al contempo sugli assi di penetrazione verso nord e verso est per aumentare il volume di merci e raggiungere quello che le infrastrutture portuali consentono come limite operabile al 2025 e cioè 5 milioni di TEUS.

Sulla Svizzera e Germania del Sud, in particolare il Baden Wurttemberg, la novità logistica di successo del 2019 è il treno gestito dal terminal PSA di Prà sino a Basilea Frekendorf diretto, con resa A-B dal piazzale ed A-C dallo sbarco, con una trazione operata in una notte soltanto, attraverso il tunnel del Lotschberg.

I grandi clienti dell’area nord ovest della Svizzera hanno molto apprezzato velocità e sicurezza del servizio, e si sono manifestati i primi clienti tedeschi dell’area di Stoccarda il che fa presagire una estensione dei servizi verso l’area, che presente un numero di esportatori nei settori dell’automotive, chimica e farmaceutica di sicuro interesse.

Sull’est Italia ed oltre, verso Austria e Baviera, la partnership con Interporto di Padova è naturale ed intendiamo renderla strutturale, organizzata e come tale presentarla con sempre maggiore efficacia al mercato.

Avevamo già notato negli anni passati un deciso interesse della merce verso l’estensione intermodale della polizza marittima con il servizio ferroviario da e per Padova, ma l’arrivo di unità ULCS a Genova con frequenza quasi giornaliera, ormai, hai reso questo interesse pressoché costante ed univoco. Abbiamo raggiunto nel 2019 le 24 coppie di treni settimanali da diversi terminals genovesi per Padova e questo numero salirà sino a 34-36 con l’imminente arrivo di altri nuovi operatori e con la crescita di quanti già oggi propongono una raccolta e distribuzione capillare del carico dall’ area centrale del Veneto via camion sino ad Interporto, e da li la naturale prosecuzione veloce ed affidabile verso gli scali di Genova o viceversa. Da Genova poi si intercettano i servizi marittimi più diversi, con una nave al giorno per l’Asia, ad esempio, almeno 4 partenze settimanali per la East Coast USA e Canada, un servizio settimanale diretto per l’ Australia in soli 23 giorni e così via… Capiamo perfettamente che Padova può servire altri porti con altrettanta efficienza inland, ma il combinato di efficienza dei ciclo inland ferro/gomma unito alla connettività marittima capillare con transit times di eccellenza configura Padova come vera estensione del porto di Genova, autentico retro porto, banchina “secca” che rispetta e favorisce gli interessi delle merci venete.

Se non fosse così, il mercato ci avrebbe rapidamente emarginato, invece di premiarci con sempre maggiore insistenza come sta facendo.”

Il sistema portuale Genovese è appena tornato da una missione nel sud della Cina, quali sono state le opportunità?

“Nell’ ottica di rafforzare le relazioni commerciali con il Sud della Cina, e con il chiaro intento di presentare ai caricatori e ricevitori cinesi l’offerta integrata di Ports of Genoa ed Interporto di Padova, abbiamo partecipato assieme alla Fiera CILF di Shenzen ed abbiamo inoltre reso la visita ai dirigenti del porto di Guangzhou (Canton per gli occidentali) che avevano visitato ed apprezzato sia Padova che Genova con delegazioni commerciali cinesi nel mese di Ottobre.

E’ stata la prima volta in cui Ports of Genoa ed Interporto di Padova hanno condiviso lo stand, scambiandosi contatti e facendo promozione attiva assieme, presso le case di spedizione locali e presso i principali carriers, tutti presenti all’ evento. Noi siamo stati veramente molto contenti, anche per l’ottimo grado di interazione tra i delegati presenti, che si sono scambiati notevoli competenze ed esperienze.  Pensiamo di aver capito qualcosa di più dell’importante mercato veneto e speriamo di aver trasmesso qualche elemento di maggiore conoscenza del porto di Genova ai nostri “soci” padovani.

Esperienza da rifare e potenziare, senza dubbio alcuno.

La cosa che ci ha stupito è la ricettività – almeno in Guangdong – del prodotto italiano, in export dal nostro paese verso l’area che ha oltre 100 milioni di consumatori a reddito crescente. Quella del fiume delle Perle da sempre si definisce come la “fabbrica del mondo” ma oltre al potenziale notevole dell’export cinese, cresciuto peraltro molto per qualità del prodotto, siamo stati contattati da diversi compratori di prodotto italiano ed europeo, dal food all’ arredamento, dai vini di classe al settore dolciario più raffinato, oltre alla meccanica ed alla moda, prodotti che da sempre vengono apprezzati dai cinesi. La Cina ha deciso di favorire le importazioni europee e l’area di Canton sta reagendo con sorprendente entusiasmo a questa nuova politica economico commerciale. Partiremo a breve con la promozione del trading tra soggetti del nostro territorio e compratori cinesi, e poi nello spirito della trasferta cinese, vorremmo allargare la nostra presenza agli esportatori veneti, sempre con Padova al nostro fianco. E torneremo in Cina a cominciare dalla fiera Transport Logistics a Shanghai a Giugno 2020, sempre a fianco dei nostri partners di Interporto di Padova.”

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