È un viaggio tortuoso quello che i prodotti compiono per conto dell’imprenditore, che venda o che compri energia, mobili, cibo, abiti e scarpe, elettronica, fertilizzanti o semplici matite. Senza entrare nei dettagli dei vari componenti, ogni pacco, grande o piccolo che sia, contiene in sé più esperienza e avventure di Ulisse e di Phileas Fogg messi assieme.
Ha conosciuto nave, treno, aereo, camion, furgone, motorini e biciclette. Ha soggiornato su un pallet, “in pancia” a una nave come Giona e Pinocchio, ha viaggiato in container e ha sostato in magazzini, sollevato e impilato da mezzi meccanici sempre più autonomi e intelligenti.
Per il nostro povero imprenditore è davvero dura muoversi in tale “giungla” per far recapitare al suo cliente di Sao Paulo o di Pieve di Soligo la sua bella poltrona o il suo pezzo meccanico ben tornito o la bottiglia di vino di grande prestigio.
Un esempio concreto? Prendiamo la matita con cui sto correggendo, su un foglio di carta, queste righe. Il legno viene da USA, Canada e Russia; la grafite dalla Cina (80% produzione mondiale), Brasile, Mozambico, Russia, Madagascar. La mina, impasto di argilla e un silicato di alluminio proveniente dallo Siri Lanka, Siberia, Scandinavia, Messico e Canada; infine, il talco proviene da Cina, Brasile, India.
Come può l’imprenditore gestire questa complessità? Fortuna vuole che per lui ci sia un amico che ogni giorno fornisce soluzioni per la supply chain di migliaia di aziende. È lo spedizioniere, il professionista che conosce ogni dettaglio della catena logistica, dogane comprese. Dalla piccola azienda familiare alla grande corporation, garantisce le migliori soluzioni logistiche in gradi di migliorare il business.
A questo scenario già articolato si aggiungono oggi nuovi obblighi per molte aziende, come nel caso dell’introduzione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). La normativa è ancora in evoluzione e richiede competenze specifiche, sia sul piano doganale sia su quello della rendicontazione delle emissioni incorporate nei prodotti. Per questo in DSV è stato sviluppato un supporto dedicato che accompagna i clienti lungo tutto il processo: dall’identificazione delle merci soggette a CBAM alla raccolta e gestione dei dati, fino alla predisposizione della reportistica richiesta. In questo contesto la compliance legata alla supply chain diventa un elemento sempre più strategico e non può essere sottovalutata. L’obiettivo è offrire chiarezza e sicurezza operativa, permettendo alle aziende di affrontare la transizione normativa con un approccio strutturato e consapevole.
In questo contesto, la presenza di operatori in grado di affiancare le imprese diventa un fattore chiave.
Anche per l’edizione 2026 DSV, un leader mondiale tra gli spedizionieri, capace di muovere merci in tutto il mondo, ha confermato la propria presenza a Green Logistics Expo. Insieme a DSV, altri suoi competitor si stanno iscrivendo e si può quindi affermare che il livello di consulenza logistica alla piccola, media e grande impresa, così importante nel Nord est, è davvero assicurato dall’evento fieristico.
A Green Logistics Expo troverete quindi competenze di alto livello, magazzini moderni ed efficienti, relazioni con operatori di primo livello del trasporto aereo, ferroviario, marittimo collegati con tutti i paesi del mondo.
